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LA CONFUTAZIONE DELLE TESI SUL SIGNORAGGIO

POUND E SIGNORAGGIO

Oggi a Pound, soprattutto in Italia, si rifanno principalmente gruppi di estrema destra, ma egli riscuote lodi trasversali, sia come poeta, che come intellettuale: Massimo Cacciari ne è un esempio emblematico (oltre a gruppi di ispirazione anarchica). Tratti di teorie economiche più o meno a lui ispirate, si ritrovano periodicamente riproposti da parlamentari, economisti, insieme alle peregrine idee di coloro che sostengono la teoria complottistica sul signoraggio e suoi corollari.

Quest'ultimo fenomeno risulta essere quasi esclusivamente italiano, sia per i trascorsi poundiani nel nostro paese, sia perché la teoria sul signoraggio fu elaborata, a partire dal 1977, dall'esperto di diritto della navigazione Giacinto Auriti (1923-2006), insegnante di diritto presso l'università di Teramo. La risonanza e il credito di cui questa teoria gode nel nostro Paese, messi a confronto con la fondatezza della stessa, suggeriscono che ci troviamo di fronte ad una vera e propria leggenda metropolitana, una bufala di proporzioni storiche.

Auriti, fascista duro e puro [10], che si proclamava discepolo del poeta americano, pur non avendolo mai incontrato di persona, faceva risalire le proprie teorie a quelle di Ezra Pound, delle quali dovevano essere il completamento [11].

La teoria sul signoraggio fa leva su un aspetto importante della realtà: il controllo sulla politica monetaria esercitata dal sistema delle banche centrali; ma purtroppo, da questo dato di fatto, piuttosto che sviluppare la riflessione più importante, e cioè il ruolo fondamentale di una politica creditizia statale per sviluppare l'economia, si concentra su quella che possiamo solo definire una bufala fuorviante: l'idea che le banche esistano solo per sfilarci i soldi, che la banca centrale stampi moneta per rubare il nostro lavoro, e che potremmo sopravvivere solo tornando alla sovranità "popolare" della moneta. La realtà è che qualsiasi argomento che mira a togliere la possibilità che le banche - e in primis una banca nazionale sotto il controllo dello Stato - possano utilizzare la leva monetaria per promuovere le attività produttive, fa il gioco di quella scuola economia iper-liberista (la scuola austriaca, poi di Chicago) che mira ad eliminare ogni ruolo dello Stato e di fatto ad accrescere a livelli estremi il dominio degli interessi privati.

Ora analizziamo gli argomenti più comuni dei "signoraggisti", e poi gli aspetti reali dove occorre intervenire per cambiare le cose, e non essere manipolati da chi propone idee come quelle di Pound, Von Hayek, ecc.

CHE COSA DICONO I "SIGNORAGGISTI"

I signoraggisti dicono che le banche centrali creerebbero la moneta dal nulla per prestarla ai governi; questi ultimi emetterebbero titoli di debito che cederebbero alla banca centrale in cambio della moneta, pertanto la moneta circolante sarebbe solamente prestata allo Stato in cambio di un continuo indebitamento che noi saremmo chiamati a ripagare col sudore della fronte, grazie alle nostre tasse; questo processo andrebbe avanti all'infinito, pertanto noi, coi nostri soldi, saremmo chiamati a pagare, praticamente eternamente, la banca centrale per la moneta che ci presterebbe e per la quale sosterrebbe un costo vicino allo zero (giusto il costo tipografico della stampa), lucrandone quindi somme da capogiro (il signoraggio), che in definitiva sottrarrebbe alla collettività, distribuendole ai propri azionisti, e che invece, diceva sempre Auriti, si potrebbero ridistribuire alla popolazione (ancora Douglas).

Lo stesso farebbero le banche commerciali le quali inventerebbero denaro dal nulla, all'infinito, da prestare ai poveri clienti che devono ripagarlo col sudore della fronte (signoraggio secondario).

COME STANNO LE COSE
Le banche commerciali,
la necessità della Glass-Steagall.

 

SUL SIGNORAGGIO DI SECONDO LIVELLO: LE BANCHE NON CREANO DENARO MA USANO MONETA GIA' ESISTENTE

Partiamo dalla seconda parte. Le banche commerciali partecipano all'offerta di moneta (non alla sua creazione) potendo impiegare (prestare) la maggior parte del denaro che i clienti vi depositano, e destinando il resto a riserve. Quando la banca presta, aumentano le sue attività (il prestito più le riserve), ma queste non superano mai le passività (le somme depositate dai clienti). La banca commerciale deve poi chiudere la partita contabile con il denaro che le ritorna in cassa sottoforma di restituzione da parte dei clienti (meno attività e meno passività). Alla fine dei giochi, non si è creato nessun denaro dal nulla, ma la banca ha guadagnato l'interesse e il cliente ha un bene o servizio acquistato con i soldi presi a prestito: ha lavorato per quel bene e non per regalare soldi alla banca [12]. C'è di più, tutte le banche funzionano come un unico sistema in cui esse sono collegate tra loro e quindi il denaro che noi depositiamo in banca non è denaro nuovo spuntato dal nulla, ma è praticamente denaro già presente nel sistema. Le banche tra loro regolano i propri conti come una clearing house, ovvero addebitando o accreditando le riserve delle une e delle altre.

I signoraggisti sostengono quindi che col meccanismo della riserva frazionaria si creerebbe un vero e proprio signoraggio secondario; ciò è del tutto destituito di fondamento e per brevità si rimanda ai testi tecnici per approfondimento [13]. Diremo solo che, con il moltiplicatore della moneta, un'iniezione di nuova moneta nell'economia può creare depositi che sono un multiplo del deposito iniziale: a livello di sistema un euro di deposito si trasforma in diversi euro di credito bancario. Ad ogni euro di circolante corrisponde un euro di base monetaria; mentre ad ogni euro di depositi corrisponde solo una frazione di base monetaria. Ma ancora una volta le banche non creano moneta dal nulla e tutto si compensa all'interno del sistema, i debiti vengono estinti, così come le passività e tra le banche le partite si chiudono.

Quello che generalmente appare strano è che le banche possano prestare molto più di quanto tengano in riserva [14], ma questo fatto rileva solamente in caso di corsa agli sportelli: la banca, in quel caso, non può far fronte a tutte le passività, perché in quel caso dovrebbero rientrare immediatamente anche tutti gli impieghi [15]. In condizioni normali il fatto di poter prestare più di quanto venga tenuto a riserva, e quindi, a livello di sistema, il moltiplicatore del credito, costituisce un motore per l'economia, che ne asseconda l'espansione. In un mondo dove accadesse il contrario sarebbe estremamente difficile per una azienda lavorare e sarebbe quasi impossibile ottenere un mutuo.

L'altra obiezione che a questo punto i complottisti del signoraggio sollevano è che l'interesse che la banca lucra dalla sua attività sia illegittimo perché basato su moneta "inventata". No, l'interesse è il costo del servizio che la banca svolge e il premio per il rischio di insolvenza; nel contesto dell'attività di espansione del credito produttivo, l'interesse trova quindi il suo giusto collocamento e non è un furto; il furto avviene solo quando è il mercato ad esigere il pizzo nel nome della speculazione, con un'ottica che nulla ha a che fare con l'economia reale.

La conferma che le banche non siano piene di soldi INVENTATI è proprio l'attuale crisi: quale bisogno c'è di salvare le istituzioni finanziarie con i soldi pubblici se queste possono inventarsi il denaro quando e come vogliono? Infatti le banche (prima del salvataggio e quelle non salvate) sono state le aziende meno efficienti del mondo e, solo negli USA, ne sono fallite diverse centinaia tra il 2007 ed oggi [16].


La normale attività bancaria non ha nulla di strano, è piuttosto la commistione tra banche commerciali e banche d'affari che crea problemi, perché anziché impiegare il denaro per far funzionare l'economia, questo viene deviato sui mercati finanziari allo scopo di guadagnare dalla speculazione tramite i prodotti derivati, le scommesse sulle materie prime, i tassi d'interesse, i tassi di cambio tra valute, strozzando l'economia produttiva (gli investimenti andranno per esempio verso quelle aziende che, anziché investire, tagliano sui posti di lavoro o delocalizzano verso aree a manodopera più economica). Qui le banche, come chiunque altro, possono farsi veramente del male (come è successo) ed è per questo il movimento di LaRouche, tra le altre cose, chiede a gran voce il ritorno allo standard di separazione tra i due rami di attività bancaria (legge Glass-Steagall), in modo che il Governo possa decidere di garantire le attività delle banche ordinarie e lasciar fallire le banche d'affari.

Insomma le truffe delle banche sono ben altre.

COME STANNO LE COSE
Le banche centrali,
la necessità di tornare alla banca nazionale. SIGNORAGGIO PRIMARIO: IN REALTA' SONO GLI STATI CHE SPENDONO A DEFICIT

Non è vero che la banca centrale può creare moneta "dal nulla" [17] emettendo assegni su se stessa e che essa presti questo denaro allo Stato che per questo emette titoli di debito. Il processo è piuttosto inverso. Lo Stato spende a deficit ed è lo stesso discorso che abbiamo fatto per le banche commerciali: se non potesse spendere a deficit, l'economia dovrebbe espandersi con la sola forza del settore privato e ciò è impossibile. Lo vediamo da quando in Europa sono stati introdotti i parametri di Maastricht e gli Stati non possono più spendere a deficit come prima [18].

Quindi lo Stato spende a deficit ed emette titoli che colloca sul mercato dei titoli ai privati, alle banche commerciali e la